Villa Toderini fu costruita nel XVIII secolo, probabilmente su disegno del Frigimelica, per i Conti Toderini-De Gajardis, patrizi veneti. Nel 1845 passò per via ereditaria ai nobili Antonio e Ferdinando Ferracini e quindi, sempre per via ereditaria, a Teresa Ton - Bonicelli Jelmoni.

Villa Toderini è una suggestiva costruzione di stile settecentesco, con alto frontone sul corpo centrale ed altri due sulle estremità delle ali.

Dieci semicolonne al piano terra e altrettante lesene ai piani superiori separano gli spazi della facciata principale dove si aprono una trifora con poggiolo al centro del primo piano ed un balcone ad arco con due finestre rettangolari ai lati al piano superiore.

Eleganti stucchi sopra e sotto le finestre, riquadrate da lesene, decorano tutta la facciata. Al centro, sotto il timpano, si staglia lo stemma dei Toderini-De Gajardis, rilevato in pietra, con corona.

Ai lati del corpo centrale, la fabbrica continua sui due piani; al piano terra di ciascuno vi sono tre archi ribassati per parte, chiusi e profilati da conci a bugnato, con mascheroni in chiave di volta.

Le due estremità, con piccolo frontone, hanno ciascuna una porta ad arco e quattro paraste che vanno dal basamento alla cornice del tetto.
Dinanzi alla villa un gran prato raso, limitato da due siepi a squadra e vasta peschiera verso la strada, con muretto, balaustre a poggiolo e pilastri. Vi sono due barchesse e una singolare chiesetta rifatta nel 1780, con finestre e ornamenti barocchi. Il fabbricato è stato più volte danneggiato durante le guerre. Di fronte alla villa, al di là della peschiera e della strada, due pilastri con belle statue e una montagnola con siepi "mutera". Anfore e vasi sugli altri pilastri e attorno alla peschiera.

Villa Toderini ospitò Ugo Foscolo, che scrisse due odi per la monacazione di Marietta Toderini.